Di Indrit Sinanaj
Poesie scelte dalla raccolta “Okul Defteri”
***
Tu hai detto che hai bisogno di respirare
Tu hai detto che hai bisogno
di respirare. D’urgenza
abbiamo diviso
le cose in comune lettere
principalmente
francobolli, foglie e altre
memorie.
“Sono la sorella di me stessa,
l’unica amica:
in termini di sangue
madre e zia tutt’una
- e dopo aver taciuto
per un lungo pezzo –
ehi!
ammolli nel palato tutte quelle,
e poi,
per favore,
cibamele una ad una”
ho detto io,
con un pallido brivido
proprio sotto le costole.
L’aria cerca
ansiosamente
i miei polmoni
in collasso.
Tu
assaggi la mia carne
con denti
da ratto.
Dovresti intanto aver capito
l’amore:
quella sfida come pomo perfetto:
1 sedia
di legno per 2 persone.
L’accelerazione centripeta mi porta
verso di te.
Battenti di sedie di ciliegio
si aprono sudati.
Rugiada catatonica.
Ti siedi davanti a me.
Come sipario di stagione.
Il tuo forte corpo
mi fa
da ombra
mentre io a lungo
non posso pensare
eccetto me stesso
ad un’altra creatura.
Oh, amaro fragile uomo
appoggi la tua bella
testa e
sii!
***
Il corpo di mia madre
Il corpo di mia madre è una fattoria d’uccelli
Con becchi incinti che portano piccini
Non c’era mio padre lì
quando il suo corpo si raggomitolava per terra
come calzini buttati per lavare.
Ancor’ mi rammento
quel vicolo di rombi
fatto di sangue di fratello o sorella.
Il corpo minuto come calzamaglia svuotata
nelle mani i tuoi capelli strappati.
Filavo la rivolta della separazione da te con quei peli
Ero sola, mattina, quando non si puo dire
che una figlia, come ogni indirizzo, non mente
Quando avrei voluto esser nata dal tuo corpo
sezionandomi,
come l’idra
Ma il tuo corpo ci ha dato la pace
Come una festa, ci ha raccolti tutti.
© Traduzione di: A. Baro